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Oggi nasce Compliance Mate

Siamo lieti di annunciare la nascita di Compliance Mate, la risposta definitiva a tutti i problemi di aggiornamento normativo.

Nato dalla collaborazione fra Compliance Journal ed Advanced CGS Group, Compliance Mate si pone l’obiettivo di fornire ai responsabili della Compliance Aziendale, dell’Ufficio Legale e del Risk Management uno strumento indispensabile per rimanere aggiornati sulle normative che settimanalmente vengono pubblicati dagli organi ufficiali italiani ed europei. 
Nato per gli istituti bancari, Compliance Mate si è via via  arricchito con contenuti rilevanti per Assicurazioni, SIM, Fiduciarie, Intermediari Finanziari. 

Compliance Mate consente di ricevere tempestivamente gli aggiornamenti relativi a tutte le norme/leggi specifiche per i singoli settori con evidenza dei collegamenti con i rischi ed i processi.

Troverete tutte le specifiche sul portale dedicato

Scopri Compliance Mate
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iside

I CONTROLLI DI PRIMO LIVELLO Procedure – soggetti coinvolti e strumenti efficaci

Siamo lieti di annunciare che il nostro Enrico Ciprian sarà fra i relatori della giornata di aggiornamento organizzata da ISIDE – Istituto Internazionale di Documentazione Economica sul tema dei Controlli di primo livello.

Giovedi 11 maggio 2017

I controlli di primo livello rappresentano il principale presupposto organizzativo finalizzato a definire un sistema di controlli globale efficiente.

L’incontro proposto, avvalendosi di relatori impegnati professionalmente nelle funzioni descritte, si pone l’obiettivo di analizzare le differenti tematiche atte a verificare la qualità e l’efficacia dei modelli adottati dalle diverse tipologie dei soggetti coinvolti.

Ma attenzione: abbiamo la possibilità di offrire un ingresso gratuito od uno sconto del 5% per chi segnala il proprio interesse a partecipare.

 
Compilate il modulo per segnalare la vostra intenzione a partecipare.

Riceverete comunicazione della partecipazione gratuita o delle modalità per richiedere lo sconto in breve tempo. 

La promozione é valida fino al 30 Aprile 2017

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650.000 buone ragioni per tenere d’occhio la SOS

La mancata segnalazione di 5 operazioni potenzialmente sospette (SOS) , in quanto potrebbero essere state, in realtà, utilizzate per riciclare denaro attraverso i servizi offerti da Sisal, potrebbe costare all’operatore di gioco una sanzione di 630.000 euro.

Per il legislatore infatti i concessionari di gioco sono considerati operatori esposti al rischio di riciclaggio di denaro e attività fraudolente da parte di clienti così come potenzialmente a rischio di collusione tra i clienti di gioco online.
Così , al fine di rispettare le disposizioni per l’antiriciclaggio previste dal Decreto Legislativo n.231 del 21 novembre, 2007, i concessionari hanno implementato sistemi di controllo interno che monitorano i volumi delle transazioni considerate ‘anomale’ e identificano i dati personali dei clienti.
Questi sistemi però in alcuni casi potrebbero non tutelare perfettamente dal rischio di riciclaggio e frode.

Nel novembre 2014, l‘Unità di Intelligence Finanziaria della Banca d’Italia ( “UIF”) ha effettuato un controllo presso Sisal Group S.p.A. e Sisal Entertainment per verificare il rispetto delle disposizioni in materia di finanziamento del terrorismo e il riciclaggio di denaro in relazione al periodo 2012-2014. Nel corso della ispezione, durata che ha circa sei mesi, la UIF ha analizzato circa 40.000 transazioni e identificato 17 operazioni come potenzialmente sospette. A seguito del controllo la UIF, nel a maggio 2015, ha avviato un procedimento amministrativo contro le due società per “presunta omessa segnalazione di operazioni sospette” in cinque casi (dei 17 identificati come potenzialmente sospetti). Le società hanno prontamente presentato memorie difensive chiedendo un incontro che non è ancora stato fissato. Ai sensi delle leggi e dei regolamenti vigenti la sanzione applicabile per la mancata segnalazione delle operazioni sospette potrebbe arrivare a 630.000 €.
Ai sensi della normativa vigente la mancata verifica e comunicazione di potenziali operazioni sospette viene sanzionata con una multa. Azioni perpetrate volontariamente potrebbero invece essere sanzionate penalmente.
Qualora gli operatori di gioco non riescano a tutelare le stesse società o i clienti dal riciclaggio di denaro o di frode, oltre ad essere sanzionati potrebbero perdere o vedersi revocata la concessione ( a fronte di gravi violazioni), oltre ad avere maggiore difficoltà nel rinnovare le concessioni.

 

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Antiriciclaggio

Antiriciclaggio: sicuri che riguardi solo le banche?

È con piacere che introduciamo la IV Direttiva Antiriciclaggio n. 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio. È venuta al mondo il 20 maggio 2015 con un unico e solo obiettivo da raggiungere: prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. Vedremo insieme come la sua nascita abbia modificato il regolamento UE n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogato le direttive n. 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e n. 2006/70/CE della Commissione.

Entrerà in vigore il 1 gennaio 2017.

 

Innanzitutto, dobbiamo capire insieme di cosa si tratta: la Direttiva stabilisce che la Commissione europea e ogni Stato membro svolgano una propria valutazione del rischio di riciclaggio a livello europeo e nazionale. Come è stato spesso osservato, il sistema antiriciclaggio, se non adeguatamente acquisito dai soggetti pubblici e privati in esso coinvolti, corre il rischio di tramutarsi in un apparato di obblighi solo formali. Tali obblighi risultano forse efficaci sul piano della prevenzione del contrasto? Ovviamo a questo inconveniente. La Direttiva non vuole far altro che responsabilizzare le autorità pubbliche europee e nazionali, imponendo loro di procedere in anticipo per individuare e valutare i maggiori rischi di riciclaggio, in modo da predisporre e coordinare le misure necessarie a mitigarli. Ecco che tali valutazioni non rappresentano altro che il quadro generale di scenario entro il quale orientare gli sforzi di prevenzione e contrasto del fenomeno.

 

Le autorità italiane hanno già provveduto a tali valutazioni a partire dal 2014. Ecco che è entrato in gioco un nuovo (o vecchio?) organismo: il Comitato di sicurezza finanziaria. È presieduto dal direttore generale del Tesoro, e composto da rappresentanti di vari ministeri, della Banca d’Italia, della UIF, della Consob, dell’IVASS, della Guardia di Finanza, dell’Arma dei carabinieri, della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Nazionale Antimafia. In virtu’ dell’attuazione delle nuove raccomandazioni GAFI, il Comitato di sicurezza finanziaria ha condotto la prima analisi nazionale dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo (National Risk Assessment).

 

Ecco i punti chiave dell’analisi:

  • Identificare, analizzare, valutare il rischio di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo
  • Individuare i rischi più rilevanti
  • Individuare i metodi di svolgimento delle attività criminali
  • Mettere in evidenza le vulnerabilità del sistema nazionale di prevenzione, di investigazione e di repressione dei suddetti fenomeni
  • Circoscrivere i settori maggiormente esposti a tali rischi

 

Tutto questo perché? Vediamo che i fini principali sono l’elaborazione di linee di intervento per la mitigazione dei rischi stessi e l’adozione di un approccio basato sul rischio all’attività di contrasto al riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Tornando alla nostra Direttiva… Essa richiede quindi a intermediari e professionisti di svolgere una propria valutazione del rischio di riciclaggio. Scopo? Modulare le relative misure di mitigazione.

 

AUTOVALUTAZIONE: è davvero necessaria?

L’autovalutazione dei rischi assunti rappresenta da tempo uno dei pilastri della regolamentazione prudenziale di banche e intermediari finanziari. Questa è addirittura soggetta a dettagliato scrutinio da parte delle autorità di vigilanza e costituisce la base per la determinazione dei requisiti di capitale degli intermediari. Vediamo che la IV Direttiva non vuole far altro che trasferire questa tecnica normativa anche nel campo di competenza dell’antiriciclaggio. È forse sbagliato? Certo che no! Soprattutto se i risultati di tale autovalutazione saranno in seguito trasmessi alle autorità di vigilanza o alle altre autorità competenti. Queste ne verificheranno l’appropriatezza e le inseriranno nella valutazione nazionale dei rischi.

 

Infine, ci troviamo di fronte a un ultimo grande obiettivo raggiunto dalla IV Direttiva: essa collega al rischio di riciclaggio l’intensità degli obblighi di adeguata verifica della clientela. Non solo la verifica semplificata, ma anche rafforzata.

La III Direttiva stabiliva che il sistema antiriciclaggio si doveva fondare sull’adeguata verifica della clientela, sulla registrazione e contabilizzazione delle transazioni, sulla segnalazione delle operazioni sospette. Un’adeguata verifica significa l’identificazione del cliente e del beneficiario effettivo, il monitoraggio costante e continuo del rapporto. Tali obblighi devono essere calibrati in funzione del rischio di riciclaggio associato al cliente e all’operazione. E non finisce qui! In relazione a talune categorie di clienti o operazioni sono previste anche particolari forme di adeguata verifica semplificata o rafforzata.

Quindi, cosa stiamo introducendo di nuovo? La IV Direttiva conferma queste disposizioni. La novità di cui vi stiamo parlando riguarda l’autonomia degli Stati membri: questa è basata sulla valutazione del rischio di riciclaggio nel determinare i casi in cui richiedere l’adeguata verifica semplificata.

 

E cosa dire dell’Italia?

La Banca d’Italia ha richiesto lo scorso anno l’autovalutazione del rischio di riciclaggio alle aziende di credito e sta chiedendo lo stesso alle società fiduciarie che richiedono l’iscrizione all’Albo. Questa richiesta fa seguito alla “Analisi nazionale dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo” relativa all’esercizio 2014 e pubblicata dal Comitato di Sicurezza Finanziaria.

La richiesta di Banca d’Italia probabilmente verrà estesa a tutti gli intermediari finanziari.

 

La piattaforma CGS-One, in funzione delle indicazioni di Banca d’Italia e tenendo in considerazione le Raccomandazioni del GAFI e le disposizioni della IV Direttiva, permette di misurare il rischio di riciclaggio.

Cosa propone il modello di autovalutazione di CGS-One? Esso ripercorre le richieste delle Autorità di Vigilanza e si basa sui seguenti elementi:

  • Mappa dei rischi antiriciclaggio inclusa, che può essere personalizzata direttamente dal cliente
  • Grado di esposizione al rischio di riciclaggio in funzione delle sanzioni previste dalle norme
  • Valutazione dell’esposizione al rischio inerente di riciclaggio e finanziamento del terrorismo
  • Analisi degli elementi di mitigazione che permettono di ridurre il rischio inerente
  • Determinazione dell’esposizione al rischio residuo, ossia al profilo di rischio attuale dell’intermediario
  • Analisi dei presidi posti in essere, ossia valutazione delle vulnerabilità, attraverso attività e controlli messi in atto dalle funzioni preposte
  • Aggiustamento dell’esposizione al rischio residuo in funzione dei risultati delle attività e dei controlli messi in atto e predisposizione di un piano di interventi.

 

CGS-One permette, inoltre, di predisporre il piano di attività e la relazione annuale della funzione e di effettuare l’analisi di impatto delle normative nuove o aggiornate. Tale analisi potrà avvenire in automatico, se si sottoscrive anche il modulo di aggiornamento normativo, con il collegamento delle norme ai rischi e ai processi dell’intermediario,

Cosa possiamo concludere? La disponibilità di informazioni circa la situazione del cliente non appare sufficiente per mettere in atto un’autovalutazione del rischio che sia conforme alle norme in vigore: occorre anche disporre di strumenti che permettano di mettere in relazione tali informazioni con le norme stesse ed effettuare la valutazione del rischio inerente, degli elementi di mitigazione, del rischio residuo, dell’efficacia di attività e controlli traducendo questi ultimi in azioni correttive se necessario.

 

Sara Ciprian

Enrico Ciprian

EM-AUDIT & COMPLIANCE SRL

info@eps-italia.it

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Aperitivo con la Governance

Studio

Di Governance aziendale si parla molto ed in diversi contesti

Quello di cui non si parla spesso sono gli strumenti che aiutano a realizzare in pratica e semplicemente progetti anche complessi, sia in ambito finanziario che industriale.
EPS Italia ha quindi pensato di offrire un’opportunità di aggiornamento a tutte quelle persone che sono interessate ai processi che governano le aziende, dalla Compliance alla gestione di Rischi
Vi invitiamo

Giovedi 9 Giugno 2016 alle ore 17:00

nella splendida cornice di un palazzo neo classico nel centro di Milano, per incontrare alcune delle aziende che hanno affrontato con successo i temi del Risk Management, dell’Audit, della Compliance, degli aggiornamenti normativi.

Marketing
evento verona

La gestione dei rischi nel mondo Finance

Di fronte ad una platea interessata e competente, formata dai Risk & Compliance Manager di istituti finanziari ed assicurativi della regione si è svolto il 16 Febbraio scorso a Verona il convegno dedicato alla Gestione dei rischi nel mondo Finance. Gli interventi sono stati tutti di estremo interesse e pensiamo di far cosa gradita mettendovi a disposizione le presentazioni relative ai vari interventi.
Basta connettervi a questo LINK.

AGENDA DELLA GIORNATA
 
9.30     Registrazione e Welcome coffee
 
10.00   Introduzione  
            Dott. Pieralberto Nati
            E.P.S. – Enterprise Process Solutions

10.10   La gestione dati del servizio ANIA Compliance
            Dott. Giancarlo Vismara 
            Documentazione – Processi
            Servizi Informatici A.N.I.A.

10.40   Integrazione rischi di Compliance e normative in Vittoria Assicurazioni
            Riccardo Breda
            Project Manager
 
11.10    Analisi e valutazione dei rischi di riciclaggio e finanziamento
            del terrorismo ai sensi della relativa comunicazione di Banca d’Italia

            Dott. Enrico Ciprian
            Responsabile Antiriciclaggio e 
Compliance 
            Morval SIM

11.40   Gestione integrata dei rischi: obbligo od opportunità
            Dott. Paolo Bergamaschi
            Compliance and Risk Controller
            Banco delle Tre Venezie

12:10   Nuovo approccio alla gestione del rischio informatico
            Dott. Massimo Milanesio 
            Chief Technology Officer 
            Secure Group

12:40   Question Time e Conclusioni a cura di E.P.S.

12.50   Light lunch & networking

 

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